I giorni in cui...

Mi chiamo Antonio. Sono un italiano che vive ad Istanbul. Sono convinto che il Mondo finira' in una bolla di sapone. Gestisco il blog istanbulperitaliani.tumblr.com
istanbulperitaliani:

Keriman Halis Ece
Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   
Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 
Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 
Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!
Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.
Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 
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Keriman Halis Ece

Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   

Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 

Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 

Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!

Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.

Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 

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sixpenceee:

Wedding picture in Izu Island in Japan. The habitants used gas masks because there were high levels of sulfur in the air due to volcanic activity. 

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Wedding picture in Izu Island in Japan. The habitants used gas masks because there were high levels of sulfur in the air due to volcanic activity. 

(via djbondage)

archivioiconograficodistato:

Paradigma dell’economista è non spacciarsi da profeta«Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili» F. Caffè

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Paradigma dell’economista è non spacciarsi da profeta
«Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili» F. Caffè

sancane:

Ex voto suscepto

Significazioni d’animo grato

Rassegna votiva trimestrale 

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Kuzguncuk

A Istanbul il quartiere asiatico di Kuzguncuk é l’esempio reale di quello che era la pacifica convivenza tra religioni diverse durante l’Impero Ottomano.

E’ possibile ammirare la Chiesa armena di San Gregorio confinante ad una Moschea (foto 1). A pochi metri dalla Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio (foto 2) vi é vicinissima una Sınagoga ebraica (foto 3).

Kuzguncuk é facilmente raggiungibile in ferryboat con arrivo a Üsküdar, 5 minuti di autobus (direzione Beykoz) e siete arrivati.

Kuzguncuk si respira una meravigliosa atmosfera di quiete e di pace e con le sue case colorate e in legno (foto 4) vi dara’ l’impressione di trovarvi in un tipico borgo marinaro. 

Vi consiglio di fare anche una escursione nel vicino parco di Fethi Paşa Korusu e ammirare gli splendidi scorci dello Stretto del Bosforo immersi nella natura del luogo.

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The Swamp (La Palude) - Gustav Klimt (1900)

The Swamp (La Palude) - Gustav Klimt (1900)

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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa
Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza ecambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.
In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!”
Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.
Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.
C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.
Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione l’hamam da lui costruito.
Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 
 ”e questa a l’è a ma stöia 
e t’ä veuggiu cuntâ 
'n po' primma ch'à vegiàià 
a me peste ‘ntu murtä 
e questa a l’è a memöia 
a memöia du Cigä 
ma ‘nsci libbri de stöia 
Sinán Capudán Pasciá…”
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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa

Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza ecambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.

In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!

Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.

Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.

C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.

Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione lhamam da lui costruito.

Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 

 ”e questa a l’è a ma stöia 

e t’ä veuggiu cuntâ 

'n po' primma ch'à vegiàià 

a me peste ‘ntu murtä 

e questa a l’è a memöia 

a memöia du Cigä 

ma ‘nsci libbri de stöia 

Sinán Capudán Pasciá…”

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Calciomercato

Il Bayern cede Toni Kroos per 25/30 milioni.
Il Liverpool acquista Markovic a 25 milioni.
Il Chelsea compra Diego Costa a 38 milioni.
La Roma acquista Iturbe (8 reti con il Verona) per quasi 30 milioni.
Il Borussia acquista il capocannoniere della Serie A, Ciro Immobile, a 20 milioni.
Martins Indi, buon difensore, giovane ventiduenne e che ha disputato da titolare un buon mondiale con l’Olanda, finisce al Porto per 7,7 milioni.
La Juve ha ricevuto una offerta per Vidal da parte del Manchester di 45 milioni mentre il Tottenham valuta Paulinho (possibile sostituto) con quasi la stessa cifra.

Per quanto possa esserci la crisi, mancare i soldi, le casse societarie alla canna del gas sia per i trasferimenti che per gli stipendi, io sostengo che in Italia si dorme e anche tanto…

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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası
Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 
Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.
Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.
Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.
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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası

Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 

Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.

Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.

Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.

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Nostaljik Tramvay

La vecchia linea tramviaria elettrica di Istanbul é in funzione sia sul versante europeo (linea Taksim - Tünel), sia sul versante asiatico nel quartiere di Kadiköy (linea Kadiköy - Moda). I tram di queste due linee sono conservati in condizioni perfette e risalgono ai primi anni ‘50 del secolo scorso.

E’ da qualche anno e primo caso al mondo, sul finire del giorno, attaccato al tram della linea Taksim-Tünel vi é un vagone-palco (Tramvay Sahne) che trasporta un gruppo musicale che si esibisce dal vivo. Sono sopratutto band di giovani che hanno la possibilità di realizzare un live lungo tutta la linea del tram che attraversa l’İstiklal Caddesi, una delle strade pıù frequentate e famose dell’intera metropoli.

Istanbul é anche questa continua convivenza tra passato e un presente ricchissimo di novità verso un futuro tutto da scoprire.

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Küçüksu Kasrı
Ad Istanbul esistono una serie di palazzi risalenti all’epoca ottomana davvero straordinari per la loro grande bellezza. A parte il Topkapı e il Dolmabahçe che rappresentano gli edifici pıù grandi e importanti, vi consiglio una visita anche ad altri due che si trovano sulla sponda asiatica della metropoli: il Beylerbeyi Sarayı e il Küçüksu Kasrı oggetto del post di oggi.
Il Palazzo Küçüksu venne costruito per volere del sultano Abdül Mecid I, tra gli anni 1856-1857, come sua residenza estiva, al posto di quello pıù antico e in legno risalente al XVI secolo.
La decorazione della facciata ricorda tanto quella dei castelli bavaresi di Ludwig II con influssi in stile neo-barocco. L’edificio di due piani è circondato da un ampio giardino e visto che non ci sono folle di turisti, potete tranquillamente camminare immersi nella sua bellezza. All’interno troverete una bella collezione di mobili antichi, tappeti, marmi provenienti dall’Italia per decorare i camini, statue, cristalli di Boemia e decorazioni che richiamano lo sfarzo e il lusso presenti negli altri palazzi imperiali.   
Insomma una visita, anche se risulta di breve durata per le piccole dimensioni del palazzo, può essere aggiunta al vostro tour soprattutto se siete diretti verso la storica fortezza di Anadolu Hisarı che si trova nelle sue vicinanze.
Arrivarci é semplicissimo: prendere il ferryboat per Üsküdar, una volta scesi salire sull’autobus per Beykoz e arrivare fino alla fermata di Küçüksu Kasrı. L’ıngresso é di sole 5 Lire Turche (meno dı due euro) ed il museo é aperto tutti i giorni (lunedi e giovedi chiuso) dalle 9:00 alle 17:00
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Küçüksu Kasrı

Ad Istanbul esistono una serie di palazzi risalenti all’epoca ottomana davvero straordinari per la loro grande bellezza. A parte il Topkapı e il Dolmabahçe che rappresentano gli edifici pıù grandi e importanti, vi consiglio una visita anche ad altri due che si trovano sulla sponda asiatica della metropoli: il Beylerbeyi Sarayı e il Küçüksu Kasrı oggetto del post di oggi.

Il Palazzo Küçüksu venne costruito per volere del sultano Abdül Mecid I, tra gli anni 1856-1857, come sua residenza estiva, al posto di quello pıù antico e in legno risalente al XVI secolo.

La decorazione della facciata ricorda tanto quella dei castelli bavaresi di Ludwig II con influssi in stile neo-barocco. L’edificio di due piani è circondato da un ampio giardino e visto che non ci sono folle di turisti, potete tranquillamente camminare immersi nella sua bellezza. All’interno troverete una bella collezione di mobili antichi, tappeti, marmi provenienti dall’Italia per decorare i camini, statue, cristalli di Boemia e decorazioni che richiamano lo sfarzo e il lusso presenti negli altri palazzi imperiali.   

Insomma una visita, anche se risulta di breve durata per le piccole dimensioni del palazzo, può essere aggiunta al vostro tour soprattutto se siete diretti verso la storica fortezza di Anadolu Hisarı che si trova nelle sue vicinanze.

Arrivarci é semplicissimo: prendere il ferryboat per Üsküdar, una volta scesi salire sull’autobus per Beykoz e arrivare fino alla fermata di Küçüksu Kasrı. L’ıngresso é di sole 5 Lire Turche (meno dı due euro) ed il museo é aperto tutti i giorni (lunedi e giovedi chiuso) dalle 9:00 alle 17:00

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