I giorni in cui...

Mi chiamo Antonio. Sono un italiano che vive ad Istanbul. Sono convinto che il Mondo finira' in una bolla di sapone. Gestisco il blog istanbulperitaliani.tumblr.com

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Fotoistanbul - Beşiktaş International Festival of Photography 2014

55 mostre, tavole rotonde, workshops, proiezioni, presentazioni, incontri con artisti, designer, editori e tutto quello che c’é da sapere sulla fotografia, questo e tanto altro ancora é il Festival Internazionale della Fotografia 2014 organizzato ad Istanbul nel quartiere di Beşiktaş dal 17 Ottobre al 18 Novembre.

Città e Storie" il tema scelto dall’organizzazione del Festival con lo scopo di creare una vera e propria comunità tra gli addetti ai lavori, appassionati e semplici curiosi, nonché la possibilità di presentare il proprio portfolio fotografico per ottenere una recensione gratuita da parte degli esperti!

Gli eventi e le esposizioni sono dislocati a Barbaros Meydanı (la piazza che ospita il mausoleo del famoso corsaro ottomano Barbarossa), l’orfanotrofio abbandonato di Ortaköy, l’Accademia delle Belle Arti Mimar Sinan e l’Università Bahçeşehir.

Punta di diamante del Festival sono i lavori del "padre della fotografia di strada" William Klein che ha voluto dedicare alle città di Tokyo, Roma, New York e Mosca.

Espongono su delle speciali piattaforme fino all’interno di semplici container anche Murat Germen, Christopher Anderson, Ozan Sagdic, Yuri Kozyrev, Jamie Wellford, Bieke Depoorter, Ilker Gurer, Julianna Beasley, Yusuf Dariyerli, Matt Stuart, Seiji Kurata, Michael Ackerman, Jun Abe, Gohar Dashti, Teun van der Heijden, Harald Menk, Laura El-Tantawy, Andrei Polikanov, Sinem Dişli, Tiny Collective, Arjen Zwart, Sasan Abri, Goksin Varan, Ata Kam, Ken Schles, Mark Peterson, Guy Martin, Thomas Roma, Charles Traub, Maxim Dondyuk, Onur Ozen, George Georgiou, Ania Nalecka, Monique Jaques, Olga Kravits, Anna Shpakova e tanti altri ancora…

Per maggiori info sugli eventi fotoistanbul.org

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Joan Miró. Kadınlar, Kuşlar, Yıldızlar
Al Sakıp Sabancı Müzesi di Istanbul dal 23 Settembre fino al 1 Febbraio del 2015 é in corso un grande evento artistico e culturale: “Joan Miró. Donne, Uccelli, Stelle”.
Sculture, pittura a olio, tempera, acrilici, litografie e incisioni per un totale di 125 opere, oltre ai libri e agli oggetti personali appartenuti all’artista spagnolo e che fanno parte dell’ambita collezione di famiglia a Maiorca e della Miró Foundation.
Dopo aver ospitato dal 2005 artisti come Picasso, Rodin, Abidin Dino, Salvador Dali, Rembrandt, Monet e Anish Kapoor l’anno scorso,il Sakıp Sabancı Müzesi é ormai diventato uno dei centri espositivi che contribuiscono a rendere Istanbul un punto di riferimento per i grandi eventi artistici mondiali.
Il museo si trova nella suggestiva zona di Emirgan. Magari dopo la visita alla mostra potete fare una splendida passeggiata lungo le rive del Bosforo ed arrivare al bellissimo Parco di Emirgan. 
Il Sakıp Sabancı Müzesi é aperto tutti i giorni (tranne il lunedi) dalle 10:00 alle 18:00 mentre il mercoledì chiude alle 20:00. Il costo del biglietto é di 20 Lire Turche (meno di 7 euro). Sono previste riduzioni per studenti. 
Ogni sabato e domenica, è possibile partecipare al tour gratuito alle ore 11.00 e 14.00.
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Joan Miró. Kadınlar, Kuşlar, Yıldızlar

Al Sakıp Sabancı Müzesi di Istanbul dal 23 Settembre fino al 1 Febbraio del 2015 é in corso un grande evento artistico e culturale: “Joan Miró. Donne, Uccelli, Stelle”.

Sculture, pittura a olio, tempera, acrilici, litografie e incisioni per un totale di 125 opere, oltre ai libri e agli oggetti personali appartenuti all’artista spagnolo e che fanno parte dell’ambita collezione di famiglia a Maiorca e della Miró Foundation.

Dopo aver ospitato dal 2005 artisti come Picasso, Rodin, Abidin Dino, Salvador Dali, Rembrandt, Monet e Anish Kapoor l’anno scorso,il Sakıp Sabancı Müzesi é ormai diventato uno dei centri espositivi che contribuiscono a rendere Istanbul un punto di riferimento per i grandi eventi artistici mondiali.

Il museo si trova nella suggestiva zona di Emirgan. Magari dopo la visita alla mostra potete fare una splendida passeggiata lungo le rive del Bosforo ed arrivare al bellissimo Parco di Emirgan. 

Il Sakıp Sabancı Müzesi é aperto tutti i giorni (tranne il lunedi) dalle 10:00 alle 18:00 mentre il mercoledì chiude alle 20:00. Il costo del biglietto é di 20 Lire Turche (meno di 7 euro). Sono previste riduzioni per studenti. 

Ogni sabato e domenica, è possibile partecipare al tour gratuito alle ore 11.00 e 14.00.

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"La possibile crescente pericolosità della Turchia", "si sentono tante cose negative sulla situazione lì”, ”le notizie che passano al telegiornale italiano non sono molto incoraggianti”, “volevo sapere se la situazione in città è tranquilla”.
Questa la natura degli ultimi messaggi che mi sono arrivati in questi giorni da parte di persone che giustamente vogliono essere rassicurate su quello che troveranno una volta giunti ad Istanbul.
Per questo genere di informazioni non mi assumo nessuna responsabilità, l’unica cosa che consiglio sempre é di avere come punto di riferimento il Ministero degli Esteri che su viaggiaresicuri.it si rivolge ai viaggiatori italiani sulla pericolosità di certe destinazioni attraverso dei comunicati costantemente aggiornati. 
Quindi un discorso che non riguarda la sola Turchia e che spesso molti miei connazionali dimenticano.
Ad Istanbul, come in tutto il mondo, ci sono manifestazioni.
Quelle autorizzate si svolgono in determinati spazi adibiti allo scopo e vengono circoscritte da cordoni di polizia con accessi ben controllati sia in entrata che in uscita.
 Le manifestazioni non autorizzate e quindi gli assembramenti per loro natura imprevedibili, vengono in qualche modo circoscritte da pattuglie di polizia e quelle non impegnate negli eventuali tafferugli allontanano, con le buone o le cattive, chi ha intenzione di raggiungere il “teatro degli scontri”. 
Insomma a meno che non vogliate recarvi ai confini con la Siria o con l'Iraq che si trovano a quasi 2000 km da Istanbul, uno il pericolo se lo deve proprio andare a cercare sulle rive del Bosforo, visto che fortunatamente ad oggi non é in corso nessuna guerra civile, la vita si svolge regolarmente, le navi crociere occupano i loro posti abituali, i turisti affollano i musei e le zone centrali della metropoli.
Poi se voi ritenete opportuno partecipare ad una manifestazione in un paese straniero quando magari nel vostro non lo fate, oppure volete provare “il brivido”, non entro nel merito della vostra scelta di raggiungere volontariamente, perché la percentuale di ritrovarsi “per caso” é davvero ridicola, una zona dove sono in atto episodi di violenza tra manifestanti e forze dell’ordine.
Quindi come sempre vi consiglio: prudenza e buon senso.
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"La possibile crescente pericolosità della Turchia", "si sentono tante cose negative sulla situazione lì”, le notizie che passano al telegiornale italiano non sono molto incoraggianti”, “volevo sapere se la situazione in città è tranquilla”.

Questa la natura degli ultimi messaggi che mi sono arrivati in questi giorni da parte di persone che giustamente vogliono essere rassicurate su quello che troveranno una volta giunti ad Istanbul.

Per questo genere di informazioni non mi assumo nessuna responsabilità, l’unica cosa che consiglio sempre é di avere come punto di riferimento il Ministero degli Esteri che su viaggiaresicuri.it si rivolge ai viaggiatori italiani sulla pericolosità di certe destinazioni attraverso dei comunicati costantemente aggiornati. 

Quindi un discorso che non riguarda la sola Turchia e che spesso molti miei connazionali dimenticano.

Ad Istanbul, come in tutto il mondo, ci sono manifestazioni.

Quelle autorizzate si svolgono in determinati spazi adibiti allo scopo e vengono circoscritte da cordoni di polizia con accessi ben controllati sia in entrata che in uscita.

Le manifestazioni non autorizzate e quindi gli assembramenti per loro natura imprevedibili, vengono in qualche modo circoscritte da pattuglie di polizia e quelle non impegnate negli eventuali tafferugli allontanano, con le buone o le cattive, chi ha intenzione di raggiungere il “teatro degli scontri”. 

Insomma a meno che non vogliate recarvi ai confini con la Siria o con l'Iraq che si trovano a quasi 2000 km da Istanbul, uno il pericolo se lo deve proprio andare a cercare sulle rive del Bosforo, visto che fortunatamente ad oggi non é in corso nessuna guerra civile, la vita si svolge regolarmente, le navi crociere occupano i loro posti abituali, i turisti affollano i musei e le zone centrali della metropoli.

Poi se voi ritenete opportuno partecipare ad una manifestazione in un paese straniero quando magari nel vostro non lo fate, oppure volete provare “il brivido”, non entro nel merito della vostra scelta di raggiungere volontariamente, perché la percentuale di ritrovarsi “per caso” é davvero ridicola, una zona dove sono in atto episodi di violenza tra manifestanti e forze dell’ordine.

Quindi come sempre vi consiglio: prudenza e buon senso.

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Immagina una carovana. Lasciati trasportare dalle fraganze dei secoli. Prova ad ascoltare il suono di diecimila parole pronunciate in tutte le lingue del pianeta. L’odore del mare e di paesi che non vedrai mai. Troppo grande il mondo per percorrerlo a piedi, centimetro dopo centimetro, in una sola Vita.
A questo servono le spezie: a legarti alla Terra da quando hai smesso di camminare a piedi nudi. A ricordarti che il profumo é il fratello del respiro.
Questa volta non ti parlerò di come usare le spezie mentre cucini, di come ho imparato ad utilizzarle da quando vivo in Turchia. Non avrebbe senso.
Continua a sognare.
Istanbul. 
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Immagina una carovana. Lasciati trasportare dalle fraganze dei secoli. Prova ad ascoltare il suono di diecimila parole pronunciate in tutte le lingue del pianeta. L’odore del mare e di paesi che non vedrai mai. Troppo grande il mondo per percorrerlo a piedi, centimetro dopo centimetro, in una sola Vita.

A questo servono le spezie: a legarti alla Terra da quando hai smesso di camminare a piedi nudi. A ricordarti che il profumo é il fratello del respiro.

Questa volta non ti parlerò di come usare le spezie mentre cucini, di come ho imparato ad utilizzarle da quando vivo in Turchia. Non avrebbe senso.

Continua a sognare.

Istanbul

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La rotta Napoli-Istanbul al pari di quella Napoli-New York. Così come accade per i transfer da e per la Grande Mela, così sta accadendo per i collegamenti che uniscono Napoli alla città che fa da cerniera tra Europa e Asia.

da La Repubblica.it - Aerei “transoceanici” sulla Napoli-Istanbul 

Per la prima volta, un aereo di bandiera turca a fusoliera larga, utilizzato finora soltanto per i voli transoceanici. è atterrato allo scalo di Capodichino. Si tratta dell’Airbus 330-220 della Turkish Airlines (le dimensioni sono 60 metri di lunghezza e la capienza fino a 250 passeggeri), il che dimostra la crescita costante del flusso di passeggeri sulla tratta Napoli-Istanbul, attiva oramai dal giugno 2011, che attualmente prevede decolli e arrivi con frequenza giornaliera. La Turkish Airlines è stata fondata nel 1933 e oggi dispone di una flotta di 264 aeromobili (tra civili e cargo) che volano verso 260 destinazioni (217 internazionali e 43 nazionali). Inoltre negli ultimi anni ha meritato per tre volte consecutive il riconoscimento “Passengers Choice Awards" quale migliore compagnia d’Europa. (Gianni Valentino)

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(via istanbulperitaliani)

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Kurban Bayramı 
La Festa del Sacrificio è la principale festa religiosa islamica e visto che i musulmani usano per regolare le loro festività il calendario lunare questa data cambia ogni anno: nel 2014 il Kurban Bayramı inizierà il 3 Ottobre per finire il 7.
In questi giorni si ricorda l’episodio biblico in cui venne effettuato il sacrificio sostitutivo con un montone da parte di Abramo, del tutto obbediente all’ordine divino di sacrificare il figlio, prima di essere fermato da un Angelo.
E’ la festa della fede e della indiscussa sottomissione al volere di Dio. Se considerate che la parola Islam significa “sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]" potete capire l’importanza che questa festa religiosa ha per i musulmani.
I musulmani sacrificano, come Abramo, un animale (ovino, caprino o bovino) in apposite zone adibite alla sua uccisione. La carne viene divisa in tre parti uguali: una viene consumata durante la festività, una viene conservata e un altra data ai poveri. Ogni famiglia musulmana, in base alle proprie disponibilità economiche, compie il suo rituale sacrificale il più delle volte pagando una quota su un singolo animale.
Anche in Turchia non mancano, un po’ come in Italia durante le feste di Pasqua ad esempio, polemiche da parte delle associazioni animaliste.
Chi con ironia, chi con ferocia, io ho voluto scegliere quella tra le più simpatiche perchè in questi giorni è possibile assistere (spero non dal vivo!) a fughe di animali inseguiti per strada dai loro proprietari!
A parte questo evento poco frequente che rientra nell’ordine di una boutade, il Kurban Bayramı rimane una festa dove le famiglie si riuniscono, stanno insieme e trascorrono con gioia conviviale questi momenti.
Se vi trovate a visitare Istanbul durante la Festa del Sacrificio dovete considerare la possibilità che molti musei, uffici pubblici e negozi restano chiusi o effettuano metà giornata lavorativa. Ma state lo stesso tranquilli perché il turismo non subisce nessun calo durante il Kurban Bayramı anzi, potrebbe rivelarsi anche una esperienza divertente se vi capita di essere invitati a partecipare ai festeggiamenti e sperimentare in prima persona la gentilezza e la grande ospitalità dei turchi.
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Kurban Bayramı 

La Festa del Sacrificio è la principale festa religiosa islamica e visto che i musulmani usano per regolare le loro festività il calendario lunare questa data cambia ogni anno: nel 2014 il Kurban Bayramı inizierà il 3 Ottobre per finire il 7.

In questi giorni si ricorda l’episodio biblico in cui venne effettuato il sacrificio sostitutivo con un montone da parte di Abramo, del tutto obbediente all’ordine divino di sacrificare il figlio, prima di essere fermato da un Angelo.

E’ la festa della fede e della indiscussa sottomissione al volere di Dio. Se considerate che la parola Islam significa “sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]" potete capire l’importanza che questa festa religiosa ha per i musulmani.

I musulmani sacrificano, come Abramo, un animale (ovino, caprino o bovino) in apposite zone adibite alla sua uccisione. La carne viene divisa in tre parti uguali: una viene consumata durante la festività, una viene conservata e un altra data ai poveri. Ogni famiglia musulmana, in base alle proprie disponibilità economiche, compie il suo rituale sacrificale il più delle volte pagando una quota su un singolo animale.

Anche in Turchia non mancano, un po’ come in Italia durante le feste di Pasqua ad esempio, polemiche da parte delle associazioni animaliste.

Chi con ironia, chi con ferocia, io ho voluto scegliere quella tra le più simpatiche perchè in questi giorni è possibile assistere (spero non dal vivo!) a fughe di animali inseguiti per strada dai loro proprietari!

A parte questo evento poco frequente che rientra nell’ordine di una boutade, il Kurban Bayramı rimane una festa dove le famiglie si riuniscono, stanno insieme e trascorrono con gioia conviviale questi momenti.

Se vi trovate a visitare Istanbul durante la Festa del Sacrificio dovete considerare la possibilità che molti musei, uffici pubblici e negozi restano chiusi o effettuano metà giornata lavorativa. Ma state lo stesso tranquilli perché il turismo non subisce nessun calo durante il Kurban Bayramı anzi, potrebbe rivelarsi anche una esperienza divertente se vi capita di essere invitati a partecipare ai festeggiamenti e sperimentare in prima persona la gentilezza e la grande ospitalità dei turchi.

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Why do I fall in love with every woman I see who shows me the least bit of attention?

Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004)

(Fonte: ronesweasley, via djbondage)